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Siracusa

Città sul mare da vesti antiche, Siracusa fu fondata dai Corinzi nel 734 a.C e divenne così imponente da superare perfino Atene.

Dalla cultura ellenica nacquero i templi dedicati a Zeus Apollo e Athena, i miti di ninfe e soprattutto quello di Aretusa a cui è dedicata la fonte di ortigia.

Città di Platone, di Pindaro che gli dedico poesie e di Eschilo che mise in scena per la prima volta la sua opera “I Persiani” al teatro Greco.

Siracusa si trovò a combattere contro Cartagine e nella guerra con il Peloponnesso si alleò con Sparta contro Atene.

Infine fu conquistata dai romani che durante la battaglia uccisero uno dei più alti ingegni matematici quale Archimede fu. 

Dell’epoca romana è l’anfiteatro utilizzato per gli spettacoli circensi, quelli dei gladiatori e per le battaglie navali (naumachia), il ginnasio e le catacombe.

Esaustiva descrizione è, invece, quella data da Maupassant sull’orecchio di Dionisio « In una, la Latomia del Paradiso, si osserva, in fondo ad una grotta, una strana apertura, chiamata l’orecchio di Dionisio, il quale veniva ad ascoltare vicino a questo buco, così almeno dicono, i lamenti delle proprie vittime. Circolano pure altre versioni. Alcuni eruditi pretendono che la grotta, messa in comunicazione col teatro, servisse da sala sotterranea per le rappresentazioni cui prestava l’eco della sua prodigiosa sonorità; i minimi rumori, infatti, vi assumono una sorprendente risonanza. », mentre il nome venne coniato da Caravaggio poiché secondo la legenda il tremendo Tiranno fece scavare la grotta per rinchiudere i prigionieri e ascoltare i loro discorsi.

L’isola di Ortigia, unita a Siracusa da tre ponti, si protende verso il mar Jonio e alla sua estremità padroneggia il castello di Maniace voluto da Federico II di Svevia a difesa del porto nelle battaglie militari.

Nel cuore di Ortigia si eregge pure l’imponente Duomo dedicato dapprima alla Dea Atena e convertito in chiesa con l’avvento del cristianesimo. La facciata presenta ricche decorazioni, nell’abbraccio tra lo stile barocco e rococò il cui fascino è completato dal bianco della pietra. A due passi è la chiesa di santa Lucia alla Badia al cui interno nella contraddizione di una maestosa semplicità gode di privilegio il dipinto di Caravaggio “IL seppellimento di Santa Lucia”, omaggio del pittore alla vergine e martire padrona della città festeggiata il 13 e il 20 di Dicembre.

Luogo di profumi, storia, suggestioni leggendarie che ne arricchiscono la bellezza senza dubbio una delle città in cui ogni passo è un ritorno alla storia.